Città in movimento, città smart

Nel pomeriggio del 22 ottobre, alla Triennale di Milano, insieme a un gruppo piuttosto interessante di conversatori, cercherò di raccontare in cosa consiste la città intelligente, a partire dalle esperienze progettuali che ne fa da oltre 20 anni Starching, della cui sostenibilità mi occupo con frequenza. In questa occasione presenteremo anche un bel libro, che abbiamo dedicato proprio alla Smart City.

Zainocrazia infrastrutturale

Milano Serravalle Engineering ha organizzato un convegno molto denso, alle Stelline di Milano, l’8 ottobre.

Mi sono stati offerti in quella occasione diversi privilegi:

  1. ottenere l’attenzione dei numerosi partecipanti, mentre argomentavo sull’Impact-driven design;
  2. dialogare brevemente con due decisori di rilievo, in merito al ruolo che la politica gioca nel progetto del futuro collettivo;
  3. chiudere la mattinata con qualche considerazione finale e qualche personale valutazione.

Ecco la restituzione video di ciascuno di questi tre momenti – a rafforzare l’ipotesi che al movimento, possibilmente bene infrastrutturato, si debba tutti la nostra quasi intera attenzione.

1. Impact-driven design

2. Dialogo con Attilio Fontana e Giovanni Toti

3. Conclusioni

C’è molto lavoro da fare

Primo maggio. Questa festa che celebra il lavoro, quale lavoro celebra? Il lavoro delle macchine banali – macchine Terminator che orgogliosamente costruiamo per alleggerire le nostre fatiche e che poi sembrano rivoltarsi contro di noi allo scopo di alleggerirci il salario – o quello delle macchine non banali, che sono capaci d’improvvisazioni inimmaginabili sino all’istante stesso in cui si manifestano?

Non vorrei che, nella confusione, finissimo per celebrare il lavoro di quegli umani che si comportano come burocrazie in miniatura, a volte loro malgrado, a volte con l’ottuso puntiglio degli accademici o dei politici di professione.

Nello zaino ho trovato una poesia di Franco Arminio, me ne servo per celebrare il molto lavoro che c’è da fare, e anche per ringraziare la delicatezza della mano che l’ha riposta lì.

_______

Immaginate la mattina presto

l’uomo, la donna e il mulo

che vanno lenti verso la campagna

a scorticare la terra

con la zappa per piantarvi un seme.

Immaginate noi

con le famiglie nelle nostre case

gremite di beni poco rari.

Noi che senza esporci a niente

continuamente cerchiamo ripari.

_ Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi, edizioni Chiarelettere, 2017 _